Agarthi

Agarthi, o Agartha, è un luogo mitico, un regno leggendario che si troverebbe all’interno della Terra. Secondo le opere dello scrittore Willis George Emerson, Agarthi sarebbe una civiltà nascosta all’interno dell’Asia centrale, un regno diviso in otto zone. Emerson racconta la biografia di Olaf Jansen, un marinaio norvegese che avrebbe navigato all’interno della Terra attraverso un’apertura presso il Polo Nord e che avrebbe vissuto 2 anni in questo regno illuminato da un Sole centrale  fumoso. Al ritorno fu ricoverato ed una volta dimesso rese pubblica questa sua avventura.

Agarthi, l’inaccessibile, il leggendario regno sotterraneo, abitato da esseri soprannaturali che non conoscono il male, è da secoli materia di discussione tra gli esoteristi e gli archeologi. La sua leggenda nasce in Oriente e pare risalga all’età abraimica, ma il mito di una potente e occulta civiltà che dimorerebbe nelle viscere della Terra è antico quanto l’uomo. Il primo a parlarne ufficialmente fu Alexandre Saint-Yves d’Alveydre nel famoso saggio “Il regno di Agartha“, nel quale descriveva le meraviglie di questo regno, e successivamente poi nel 1924 un ricercatore, Ferdynand Ossendowski, andò a caccia di questo regno nell’area della Mongolia e sembra che abbia intercettato anche uno dei luoghi d’accesso.

Agarthi è un mondo immenso che si estende sotto tutta la superficie della terra, attraverso un’intricata rete di gallerie che collegano tra di loro i cinque continenti. Il centro del regno sotterraneo sorgerebbe sul principale incrocio delle correnti terrestri Secondo alcuni ricercatori è esso stesso a generare dei fiumi di energia che percorrono tutto il pianeta e si diffondono in superficie irraggiati dai megaliti. Si dice che questo regno sia abitato da intelligenze, esseri di grandissima evoluzione, per alcuni si tratta di un’evoluzione di tipo spirituale, per altri di natura tecnologica. La capitale di Agarthi è Shambhala, la città di smeraldo cercata invano dagli esploratori. Secondo la leggenda, Shambhala si troverebbe sotto il Deserto del Gobi; è la residenza del Re del Mondo e la sede del consiglio dei dodici savi, che insieme al sovrano governano l’umanità segretamente, in un’eterna lotta contro il male. Il Re del Mondo è un re noto già da altre tradizioni antiche, si tratta di un essere che governerebbe, secondo gli occultisti, la mente e il cuore di tutti gli abitanti del mondo, quindi in qualche modo governerebbe anche il destino della storia dell’umanità.

Ma per quale motivo una popolazione così evoluta spiritualmente e tecnologicamente vivrebbe sotto terra?

Un’interessante rivelazione proviene dal fondamentale libro di Ossendowski , Bestie, uomini e dei. Ossendowsky rivelò che nel 380000 a.C una popolazione altamente evoluta viveva in un regno di superficie che veniva chiamato Paradesha, per un cataclisma fu costretta ad emigrare nel sottosuolo e a rifugiarsi lì. La civiltà di Agarthi si sarebbe dunque rifugiata nel sottosuolo 380000 anni fa. Centinaia di migliaia di anni prima della nascita della civiltà egizia, 380000 anni di isolamento senza mai tornare in superficie.

Ma come avrebbe potuto la popolazione di Agarthi vivere sotto terra per centinaia di migliaia di anni?

L’occultismo più avanzato sostiene due teorie: la prima si inserisce nella teoria della Terra cava, secondo la quale la Terra al suo interno avrebbe un un Sole che riscalderebbe la popolazione e il suo regno; la seconda teoria invece è quella secondo la quale la popolazione di Agarthi si sostenterebbe con un’energia misteriosa chiamata VRIL. Secondo il mito, il regno di Agarthi è inaccessibile, la sua evolutissima popolazione cerca di evitare ogni contatto con la popolazione di superficie che considera inferiore, soprattutto in senso spirituale. Per questo motivo, avrebbe trovato il modo di proteggersi dalle interferenze umane. Tra il 1800 e il 1900 gli occultisti organizzarono numerose spedizioni alla ricerca delle mitiche porte d’accesso del regno al fine di acquisire la conoscenza e soprattutto per entrare in possesso della loro misteriosa energia. Gli ultimi ad interessarsi, in senso esoterico, ad Agarthi, sono stati i nazisti e soprattutto il Furher, Adolf Hitler, il quale organizzò persino delle spedizioni, in particolare in Tibet, con delle truppe delle SS specializzate nel ramo archeologico per cercare dei punti d’entrata che secondo loro erano ubicati non solo nel Deserto del Gobi, ma soprattutto in un punto preciso del Tibet. Nemmeno Hitler, con i suoi potenti mezzi, riuscì ad accedere al mondo sotterraneo, forse perchè veramente i suoi abitanti sono riusciti a nasconderne le porte agli umani, forse perchè Agarthi potrebbe essere solo una metafora: parlare di Agarthi potrebbe anche significare parlare di un regno che è all’interno dell’anima umana. Secondo le teorie del vero Cristianesimo, del puro Cristianesimo delle origini che ammetteva che il vero regno di Dio in realtà era dentro l’uomo, quindi Agarthi potrebbe in qualche modo essere un mito costruito ad arte dagli esoteristi per nascondere la verità di un regno di Dio che è all’interno dell’anima umana.

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